Perché siamo qui

2 Ottobre 2008

È evidente che nel mondo universitario italiano non ci sia meritocrazia.
Se prevedo chi vince le elezioni politiche divento ospite a vita di “Porta a Porta”.
Se prevedo chi vince 13 partite di calcio più o meno noiose divento milionario.
Ma se prevedo chi vince un concorso universitario, nessuno mi festeggia. Non c’è alcun premio per i veggenti accademici.

Questo sito vuole finalmente rimediare a questa grave ingiustizia. Da oggi puoi Indovinare anche tu i risultati dei concorsi banditi dalla tua Università! Chi diventerà ricercatore, prof associato, prof ordinario? Svela a tutti il tuo pronostico. E se vinci potrai dimostrare a tutto il tuo condominio che “io l’avevo detto!”

Sia beninteso, questo blog non vuole tacciare nessuno di comportamenti poco leciti o di ipocrisia. Non crediamo che “così fan tutti e non si può fare nulla per cambiare”. Infatti siamo sinceramente convinti che chi vince un concorso universitario sia una persona meritevole. La sua fama travalica senz’altro l’uscio dell’ufficio, per fermarsi sulla porta del dipartimento.

Nel prossimo post spiegheremo come si collabora al blog.

10 Responses to “Perché siamo qui”

  1. Mr WordPress Says:

    Hi, this is a comment.
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  2. ciao, purtroppo non possiamo linkare il tuo sito a bloglavoro. Per quanto l’iniziativa ci trovi concordi, siamo in Italia… indicare le persone per nome e cognome sottintendendo una vittoria non regolare a un concorso, significa la garanzia di una querela. Purtroppo noi non abbiamo la forza economica per affrontare un percorso di questo tipo. Ti facciamo gli aguri per la tua iniziativa :)

  3. merlin0 Says:

    che la vittoria non sia regolare è una vostra deduzione frettolosa e che mi trova assolutamente in disaccordo


  4. frase si apertura:

    “È evidente che nel mondo universitario italiano non ci sia meritocrazia.”

    verso la fine:

    “Infatti siamo sinceramente convinti che chi vince un concorso universitario sia una persona meritevole.”

    Parliamo quindi di ironia a buon mercato, oppure avete le idee un tantino confuse? ;) Io credo che sia il primo caso, però a volte, in questo Paese, può costare una querela come niente e quella, quella no, non è a buon mercato… purtroppo.


  5. A me sembra che proprio allorche’ c’e’ un candidato di fama internazionale, che stramerita di vincere, sia del tutto prevedibile la sua vittoria da parte di chiunque sia del settore.
    Viceversa, se ad un concorso partecipano solo 3 o 4 ricercatori di serie C, di sperdute sedi prive di laboratori e di attivita’ scientifica di livello serio, diventa molto difficile prevedere chi vincera’. In questi casi spesso un candidato prevale per futili motivi, ma non vedo cosa ci sia di male, visto che comunque avrebbe in ogni caso vinto uno sfigato.
    E’ triste invece quando il candidato migliore, che tutti davano per vincitore, viene “trombato” inspiegabilmente.
    A volte succede, ma statisticamente e’ raro, la cosa finisce certamente sui giornali, e chi era in commissione puo’ andare nei pasticci.
    Non nego che alcune volte sia accaduto, ma sono casi rari, e coloro che invece ritengono che questa sia la prassi, parlano senza essere mai stati membri di una commissione di concorso pubblico.
    Da come vedo io la cosa, il problema e’ invece un altro: i candidati eccelsi mica vengono a fare un concorso per un posto accademico in Italia, ove la paga e’ misera, la carriera lenta e piena di ostacoli, non ci sono fondi per fare ricerca, e sul conto ci si sente dire di essere dei fannulloni, di sperperare risorse dello stato, etc…
    Quelli bravi, i concorsi li vanno a fare all’estero, li vincono, e cosi’ noi perdiamo gli elementi migliori, e ci troviamo una classe docente di mezze cartucce…

    Saluti

    Angelo Farina, Universita’ di Parma

  6. bertha Says:

    Forse non stiamo parlando dello stesso paese, o della stessa università.

    Nel mio paese, l’Italia, i concorsi in università non sono semplicemente “prevedibili”….

    Il fatto è che di norma NON VIENE BANDITO ALCUN CONCORSO SE PRIMA NON C’E’ IL CANDIDATO!!!!

    Altro che partecipanti di chiara fama… le cattedre vengono assegnate per chiamata diretta, e ufficialmente per concorso.
    E non solo le cattedre, lo stesso vale anche per molti assegni di ricerca, supplenze e collaborazioni varie: il “concorso” è una seccatura formale a cui si deve adempiere per legge.

    E casomai qualcuno non lo sapesse. spiego anche come funziona il meccanismo.

    Le commissioni di nomina sono composte da professori esterni. Questi vengono contattati (subiscono delle “pressioni”, se preferite) dagli interni o da chi ha interesse a promuovere il candidato designato. In genere i commissari si adeguano alle richieste, ed in cambio riceveranno un favore simile quando si troveranno loro a dover promuovere un candidato).

    Si, ci sono delle eccezioni… ma sono solo eccezioni, e confermano la regola e il malaffare.

    Bertha.


  7. Io personalmente parlo da persona a cui nel 2001 è stato detto, in occasione del concorso per il dottorato, dal preside di facoltà: “No, non c’è posto”
    Io: “Scusi, ma se non è ancora stato pubblicato il bando per questo anno…cosa vuol dire?”
    Preside (ridendo) “Uh, siamo pieni da qui a tra quattro anni”
    Quell’anno ha vinto il concorso per il dottorato in letterature comparate una XY che non parlava nemmeno l’inglese, come abbia fatto a fare lo scritto su tre letterature straniere resta e resterà un mistero. Ovviamente è una cosa verificabile, visto che adesso, terminato il dottorato e in corsa per diventare professore associato, non parla e non intende ancora nessuna delle lingue. Paradossale? Sì. Ma in Italia è così. Sarebbe bello che cambiasse… ma anche se cambiasse questa gente resterebbe dentro, come si fa a cambiare con degli asini al comando? Sceglieranno sempre asini più asini di loro.


  8. “personalmente parlo da persona” non è niente male :-D scusa, non ho riletto x stanchezza. Aggiungo: purtroppo non si possono fare nomi, in questo Paese fioccano querele per nulla

  9. merlin0 Says:

    Egregio BlogLavoro non capisco le Sue preoccupazioni. Qui non vogliamo assolutamente entrare nel merito delle valutazioni comparative (non ne avremmo le competenze). Vogliamo semplicemente fare alcune previsioni sui concorsi universitari, come farebbero degli amici davanti a una partita di calcio sgranocchiando pop corn e bevendo birra. Ci dissociamo da ogni altra deduzione e da ogni illazione ex post (quella sì che è calunnia).

  10. bertha Says:

    Mi sembra però che ancora l’omertà prevalga…
    nessuna segnalazione nuova!

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